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La Partenza, Nimes
e Agde
Ven.
1 luglio, ore 10:50, Busto Arsizio
Finalmente son salito sul treno che mi porterà a Milano.
Mi son diventati gli occhi lucidi quando ho salutato Lorenzo alla
stazione di Busto Arsizio, mi mancherà come mi mancherà
tutta la band, gli Hyades, e gli altri amici. Ieri sera all'inaugurazione
del bar di Magò qualcuno ha sostenuto che tornerò
fra due giorni, ma san bene che non sarà così. In
fin dei conti è anche vero che non so esattamente dove sto
andando, quanto tempo starò via, cosa succederà. Ma
poco importa, non sono un turista ma un viaggiatore, ho semplicemente
voglia di conoscere, vedere, sapere. La vicenda mi ricorda quando
andai via dalla Sicilia, mio padre pensava, o forse sperava, che
sarei tornato a casa alla prima difficoltà ma al tempo stesso
sapeva anche di sbagliarsi. Gran uomo mio padre, senza la sua fiducia
incondizionata non avrei mai potuto inseguire i miei sogni
o comunque sarebbe stato tutto molto più difficile
grazie babbo!
Ven.
1 luglio, ore 17:35, Ventimiglia
Il viaggio da Milano al confine francese è stato abbastanza
tranquillo a parte il sole veramente abbagliante che ci ha fatto
compagnia durante tutto il viaggio, impedendomi persino di leggere
il libro su Rennes Le Chateau, una delle mie mete sui Pirenei. Adesso
sono su un treno delle SFNC, le ferrovie francesi, diretto a Cannes.
Scenderò alla stazione di Nice Ville, nodo ferroviario molto
grande, dove spero di trovare un treno che entro stasera mi porti
a Nimes o ad Avignone, non mi piacerebbe passare la notte nella
stazione di Nizza. Il biglietto mi è costato un occhio ma
ammetto che questo treno è decine di volte meglio di un treno
italiano. A meno che questo treno sia l'equivalente del nostrano
Eurostar, ciò spiegherebbe il costo e la comodità.
Ho semplicemente preso il primo treno in partenza verso ovest, seguendo
la via lattea che mi porterà sino Santiago!
Ven.
1 luglio, ore 23:50, Nimes
Ci son riuscito! Dopo aver effettuato un cambio a Marsiglia,
adesso mi trovo a Nimes, una delle tante città che vorrei
visitare in questo lungo viaggio. Però iniziano anche i problemi:
lo zaino è troppo pesante, l'idea di portarmi dietro il cibo
in scatola è da accantonare. Mi sento veramente bene, quando
sono in un luogo che non conosco mi sento veramente a casa. E' una
sensazione difficile da spiegare, sarà per una voglia di
cambiamento, sarà per spirito di avventura, ma quando sono
in un luogo che non ho mai visto è come se ci abitassi da
anni. Adesso dormo un po' su una panchina qui in stazione, è
troppo tardi per cercare un altro luogo dove dormire.
Sab.
2 luglio, ore 7:40, Nimes
Il mio riposo notturno è durato ben poco. Subito dopo
aver scritto le ultime righe di ieri un omone in uniforme mi ha
detto che la stazione a mezzanotte avrebbe chiuso le porte. E io
dove sarei andato a dormire?
Uscendo dalla stazione mi accorgo che Nimes è una città
piena di vita, sotto i lampioni una moltitudine di gente canta e
beve, così mi unisco alla bolgia e faccio un giro nel centro
storico.
La
città è veramente piccola, in venti minuti ho già
girato tutte le vie centrali e dopo una pinta di Leffe a 4 euro
vado a cercare un posto dove dormire. In un parco incontro dei senza
tetto che mi avevano salutato fuori dalla stazione e scambio due
chiacchiere con uno di loro in spagnolo dato che io non conosco
una parola di francese. Mi offrono gentilmente una panchina dove
dormire ed accetto con molto piacere! Dopo due ore di sonno profondo
assisto ad un'alba davvero magica, lascio quasi tutte le mie provviste
di cibo ai miei amici senza tetto e faccio un giro per la città
che dorme ancora. Scatto qualche foto, ci sono in giro tracce dell'origine
romana di Nimes, come l'arena o il tempio di Venere. I romani la
chiamarono Nemausus e la dedicarono agli dei dell'acqua, come si
può vedere dalle bellissime piscine delle rovine del ninfeo
romano, ma purtroppo non ho trovato neanche una fontana dove riempire
il mio otre. Ho scoperto inoltre che il tessuto con cui son fatti
i miei jeans, il denim (de Nimes), è nato qui nel sedicesimo
secolo!
Sab.
2 luglio, ore 17:10, Quillan
Stamattina ho visitato Agde, piccola stupenda cittadina alla
foce del fiume Herault. Agde sorge su di un vulcano spento, per
questo motivo gli abitanti han sempre utilizzato pietra lavica per
costruire le abitazioni e così tutte le case sono nere! Mi
ricorda un pò i paesini sulle pendici dell'Etna, anche se
questa è decisamente una città di mare. Lo si nota
benissimo dai menù dei ristoranti: cozze, cozze, e ancora
cozze a volontà a soli 8 euro! Mi viene in mente quella puntata
de "I Simpson", quando Homer va a cena all'Olandese Sfrigolante
(The Frying Dutchman) ma dato che le uniche cose che non mangio
son molluschi e crostacei, salto il pranzo.
Dopo Agde son partito alla volta di Carcassonne, dove ho subito
preso un treno per Quillan. Qui ho piazzato la tenda, conto di fermarmi
qualche giorno prima di partire per Saint Jean Pied De Port, godendomi
un po' di riposo e relax. Ovviamente non starò con le mani
in mano, questa regione della Francia, l'Aude, è bellissima
e ricca di storia!
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