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Il Cammino di Santiago
La Castilla y Leon: provincia di Leon
Dom. 31 luglio, ore 22:00, Bercianos del Real Camino
Contenti di lasciarci alle spalle Terradillos de Templarios,
al mattino incrociamo la città di Sahagun. Mi aspettavo una
città più grande e più interessante, invece
detiene solo il primato del miglior bocadillo con tortilla de patata
che ho mangiato fin'ora sul Cammino. Pensandoci bene non è
poco!
Berciano del Real Camino non è molto diversa da Terradillos,
a parte che le case son di fango e che il rifugio è gestito
da simpatiche suore agostiniane. All'inizio non mi sento molto a
mio agio ma come sempre, non mi spiego il motivo, sto parecchio
simpatico alle religiose che non mi mollano un attimo e mi riempiono
di domande. Perché solo a me?!
La cena è comunitaria, ognuno porta qualcosa e tutti insieme
poi cuciniamo. Quando gli altri pellegrini tornano dalla spesa le
suore non sanno come comportarsi, è una situazione troppo
difficile per loro ed iniziano a correre come pinguini impazziti
su e giù per la cucina! Alla fine prendo in mano la situazione,
mando tutti a pregare e mi metto a cucinare da solo per cinquanta
persone! Han tutti gradito la pasta con le mille verdure che ho
trovato, non che fosse buona, la fame è il migliore dei condimenti!
Dopocena andiamo tutti insieme a goderci uno stupendo tramonto,
uno dei pellegrini tira fuori una cornamusa per intonare "Scotland
the Brave", mai sentito nulla di più stonato! Buio!
Lun.
1 agosto, ore 22:00, Mansillas de las Mulas
Sono via di casa da un mese e a parte gli amici più
cari l'Italia non mi manca per nulla. Martina sente molta nostalgia
di casa, oggi è entrata in una libreria per vedere foto della
sua terra su qualche guida turistica. Tutto ciò mi fa riflettere
parecchio sul mio presente e sul mio futuro, è molto più
facile seguire una strada asfaltata che una sconnessa, ma dopotutto
durante la prima tappa ho preso il sentiero più difficile
anche se più bello. Le barche non son costruite per stare
ormeggiate sicure nel porto ma per sfidare gli oceani.
Oggi finalmente siamo arrivati a Mansillas de las Mulas, duemila
abitanti, una metropoli se confrontata ai minuscoli villaggi degli
ultimi giorni! Qui ci sono addirittura i negozi!
La giornata è stata un po' strana, fra l'altro ho avuto qualche
diverbio con Martina. Ho pensato di lasciare Mansillas in serata
ma dopotutto non ne vale la pena.
Mar. 2 agosto, ore 16:00, Leon
Fra
la discussione con Martina e un tipo che russava in modo troppo
fastidioso, decido di lasciare Mansillas de las Mulas da solo alle
quattro del mattino. E' notte fonda e non si vede assolutamente
nessuno dei segnali che indicano la giusta direzione, ma grazie
alla Dea ci sono il cielo e le stelle. La Via Lattea segue il Cammino
di Santiago ma la via per Leon da Mansilla è un po' più
orientata verso nord. Quindi con la Via Lattea e la Stella Polare
a farmi compagnia sono arrivato in poche ore senza indugio a Leon.
Verso mezzogiorno incontro Martina davanti la cattedrale, chiariamo
i diverbi di ieri e ci dirigiamo insieme al monastero che funge
da rifugio qui a Leon.
Mar. 2 agosto, ore 21:30, Leon
Le simpatiche signore che lavorano nel rifugio in centro città
han detto a Martina che il prezzo per una notte è di sei
euro. In realtà c'è una donazione libera, facile prendere
in giro chi non conosce lo spagnolo, complimenti!
Leon è una delle mie città spagnole preferite. La
cattedrale è magnifica, così maestosa e nello stesso
tempo semplice. Martina mi ha invitato a cena fuori, andiamo in
un piccolo baretto che fa dei panini spettacolari, lei mangia insalata
come al solito. Sembra incredibile ma mi mancano un po' i piccoli
villaggi tranquilli, non vedo l'ora di andare via da qui!
Mer. 3 agosto, ore 18:30, Villar de Mazarife
Oggi c'è un gran dilemma! Strada corta e arrivare ad
Astorga in due giorni o strada lunga ma più bella e allungare
un po'? Dato che non ho nessuna fretta scelgo la seconda! Anche
Martina è d'accordo con me, Mike invece decide di prendere
l'autobus per Astorga, credo si sia stufato di camminare. Quindi
ormai andiamo avanti in due, inossidabili, io e Martina. Maciniamo
ventuno chilometri senza nessuna sosta, ormai siamo più che
allenati, arriviamo nell'assolato e desolato villaggio di Villar
de Mazarife verso mezzogiorno. Il rifugio è molto bello,
camere con due letti, niente camerate da cento persone! Oggi però
fa veramente caldo.
Mer. 3 agosto, ore 22:00, Villar de Mazarife
Ceno nel bar sotto il rifugio, uno spezzatino buonissimo! E'
raro che mi conceda un pasto caldo ma a volte ci vuole! Martina
ha incontrato una coppia ceca ed è andata a fare quattro
chiacchiere con loro, son contentissimo per lei. Io son rimasto
al rifugio per non essere linguisticamente d'intralcio! Al contrario,
ho incontrato l'ennesima italiana ed ho fatto finta di essere spagnolo.
Ormai camminare non mi crea nessun problema, continuo però
a cantare "The Wizard" dei Black Sabbath, una litania
che non riesco a togliermi dalla mente!
Gio. 4 agosto, ore 19:00, Sant'Ibañez di Valdeiglesias
Il
sole diventa cocente sin dalle undici del mattino, non ricordo più
come son fatte le nuvole quando finalmente ritroviamo alberi sul
cammino! Chiacchierando durante tutta la camminata si arriva veramente
in fretta alla meta e il mio inglese sta migliorando a vista d'occhio,
dato che Martina mi interrompe ogni volta che commetto un errore!
Entriamo in un bar per un gelato, i due barman continuano a chiacchierare
senza rivolgerci la parola, continuando a bere il loro caffè
finché, saturo di buone maniere, li mando dove dico io e
vado via! Arriviamo a Sant'Ibañez di Valdeiglesias, uno strano
paesino, l'hospitalera è completamente fuori di testa, urla
sempre e parla veloce come una mitragliatrice! Le chiedo due piatti
per la cena, temendo tuoni e fulmini, son sicuro che quando glieli
riporterò si incazzerà per qualche motivo!
Gio. 4 agosto, ore 22:00, Sant'Ibañez di Valdeiglesias
Dopotutto
la nonnina non è così male, ha addirittura lavato
i miei piatti! E' solo un po' matta. Una tedesca le ha chiesto un
cuscino per la notte e lei le ha risposto:"Sei una pellegrina,
non una turista! Niente cuscino!".
Circola voce che ci son dei ladri che girano nei rifugi per derubare
i pellegrini e la cosa non mi preoccupa più di tanto, diventa
tutto più simile al vecchio cammino medievale!
Noto che in una bacheca ci sono le regole da rispettare nel rifugio,
una di queste è:"Non mettere in discussione le regole!".
Grande la nonnina!
Ven.
5 agosto, ore 12:30, Astorga
Dopo poche ore di cammino ci fermiamo ad Astorga per visitare
la stupenda cittadina. Il Museo del Cammino mi ha sinceramente deluso,
non essendoci praticamente nulla che riguarda il Cammino di Santiago
ma solamente statue di Santiago Peregrino, Santiago a cavallo, Santiago
Matamoros (decisamente di cattivo gusto, ma storicamente giustificabile).
E' invece stupendo il palazzo dove trova posto la mostra, il "Palacio
Episcopale", altra meraviglia progettata da Gaudì, un
uomo veramente geniale!
La
vera chicca di Astorga è il museo del cioccolato, che ripercorre
la storia del maestoso frutto del cacao dalle americhe all'Europa.
Inoltre, dato che quest'anno è il quattrocentesimo anniversario
dell'uscita del Don Quijote, vi è una mostra speciale che
evidenzia gli intrecci del cioccolato con le avventure dell'eroe
di Cervantes, come cartoline collezionabili o stampe pubblicitarie.
Inoltre il cioccolato prodotto ad Astorga, non esagerando, credo
sia il più buono del mondo!
Ven. 5 agosto, ore 20:30, Santa Catilina de Somoza
La
sosta ad Astorga ci è costata parecchio tempo e fatica, passeggiare
per una città forse è più stancante, sicuramente
stressante, che camminare sulla Via. Inoltre dopo Astorga inizia
la salita dei Montes de Leon, e con la stanchezza addosso gli ultimi
dieci chilometri son stati micidiali. Arriviamo a Santa Catilina
e al primo rifugio incontriamo i nostri amici olandesi. Dormiamo
come ghiri tutto il pomeriggio! Adesso sento un profumo di patatas
bravas e tortillas, credo andrò a mangiare qualcosa, domani
raggiungeremo la cima dei Montes de Leon e la Cruz de Fero, a 1500
metri d'altezza!
Sab. 6 agosto, ore 18:00, Manjarin
C'è
qualcosa di strano nell'aria oggi. Si sale sempre più in
alto, arrivati quasi a Foncebadon mi cedono i tendini della caviglia
destra. Lentamente arrivo al villaggio abbandonato, uno dei posti
più belli del cammino. Nella locanda celtica di un simpatico
spagnolo ho trovato ristoro con un bicchiere di sidro, il più
buono che abbia mai bevuto, forse per la stanchezza, forse per il
dolore lancinante alla caviglia, forse perché davvero sublime.
Proseguiamo verso la Cruz de Fero, Martina cammina circa 30 metri
davanti a me facendo finta di andare su a fatica per aspettarmi.
La gamba peggiora, inizia a girarmi la testa. E' tutto molto strano,
più vado in alto più sto male, più mi avvicino
alla Cruz de Fero. Alla croce ogni pellegrino lascia una piccola
pietra che si è portato dietro da casa, io sinceramente non
mi sento di chiamar casa nessun posto al mondo, quindi non ho portato
nessuna pietra. Martina mette giù una pietra presa nel suo
giardino e proseguiamo il Cammino verso Manjarin. Stranamente mi
sento subito meglio, mi sento un tutt'uno con la natura e inizio
a correre sulle montagne! Se solo penso che mezz'ora prima era come
se mi infilassero uno stiletto nella caviglia ad ogni passo, è
veramente qualcosa di incredibile!
Arriviamo a Manjarin, dove vivono gli ultimi cavalieri templari
rimasti sulla faccia della terra. Strano ma vero, questo rifugio
sembra fermo al medioevo: Niente elettricità, niente acqua,
niente fogna
niente di niente! E i templari cucinano per noi
e ci ospitano gratuitamente. Probabilmente è il rifugio più
bello, sicuramente non dal punto di vista estetico o per quanto
riguarda la comodità ma per l'ambiente, la genuinità
di chi ci ospita. Lascio una donazione di qualche euro e dono del
tabacco al cuoco.
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