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Il Cammino di Santiago
La Galizia: da El Cebreiro a Santiago de Compostela
Mer.
10 agosto, ore 15:00, Cebreiro
Io e Martina partiamo da Ruitelan verso le otto del mattino,
più tardi del solito a causa del diluvio universale. Durante
il Cammino di Santiago non puoi dormire due notti consecutive nei
rifugi della stessa città o villaggio, quindi abbiam deciso
di provare a fare qualche chilometro sotto la pioggia. Dopo il primo
chilometro di cammino la pioggia diminuisce e iniziamo a credere
che sia possibile scalare El Cebreiro. Dopo dieci chilometri di
pioggia, nebbia, fango, tendinite galoppante, arriviamo in cima!
Ovviamente piove ancora e l'hospitalero ci dice che prima dell'una
non si entra. Andiamo in un bar a bere un tè caldo, mettere
qualche vestito asciutto e aspettiamo fino all'una.
Sorpresa!
Dato che abbiam fatto solo dieci chilometri decidono di farci dormire
per terra, nonostante ci siano letti liberi! Letti che andranno
a coloro che vengono da Villafranca, poco importa se han preso l'autobus,
il taxi, se hanno iniziato il Cammino da Ponferrada, se caricano
lo zaino su una macchina e scalano la montagna senza ingombri. Io
che mi son fatto il culo per un mese e che oggi ho camminato solo
per dieci chilometri causa pioggia, tendinite e scalata della montagna,
devo dormire per terra. Conto fino a dieci per contenere la rabbia,
gli dico qualche frase che non scrivo per rispetto della carta,
e vado via. La gamba non mi consente di proseguire fino al prossimo
villaggio, o forse si, ma a che prezzo? Inoltre diluvia ancora.
Alla fine io, Martina e altre tre ragazze americane esiliate decidiamo
di andare in albergo. Un po' di riposo tranquillo ci fa solo piacere
a questo punto, senza contare che farà bene alla mia gamba.
L'albergo è un po' caro però è davvero stupendo,
una locanda in una baita di montagna, travi a vista, taverna al
piano terreno e stanze al primo piano. Presto dimentichiamo i cafoni
del rifugio.
Mer.
10 agosto, ore 20:00, Cebreiro
Mitica cena! Oggi non si bada a spese! Tagliere fantastico
di salumi e formaggi della zona, ho scoperto di amare il cabrales,
pane fatto in casa e sidro a volontà! Mi sembra di stare
in paradiso!
Gio. 11 agosto, ore 20:00, due chilometri dopo Samos
Il letto dell'albergo è veramente comodo e lasciamo
Cebreiro non prima delle otto in modo che anche la nebbia mattutina
si possa diradare per farci ammirare il panorama lungo il Cammino.
Non piove più, anche se il cielo è ancora nuvolo.
Dopo qualche chilometro le nuvole lasciano il posto ad un sole radioso,
il panorama gallego è stupendo, ci siam lasciati alle spalle
la Spagna gialla arsa dal sole, qui è tutto verde! Anche
la mia caviglia sta decisamente meglio e dopo ventidue chilometri
arriviamo a Tricastela, ma non ci sono più posti nel rifugio!
La Galizia è certamente una terra stupenda, ma l'organizzazione
dei rifugi statali mi ha veramente stufato. La gente, che ormai
non mi azzardo più a chiamare "pellegrini" ma "turisti"
almeno nel novanta percento dei casi, si alza all'alba e fa le corse
per riuscire a guadagnare un letto. Tutto ciò non ha senso,
è un pellegrinaggio, un Cammino, non una maratona! Con Martina
decido di andare avanti fino Samos, altri dieci chilometri, a parte
un po' di dolore cui sono ormai abituato, la gamba funziona bene.
Dopo dieci chilometri sotto il sole arriviamo al monastero di Samos
e non mi stupisce il fatto che anche qui non vi son più posti
disponibili. Decidiamo allora di dormire all'aperto, dopotutto ieri
era S.Lorenzo e stanotte ci dovrebbe essere un bellissimo spettacolo
nel cielo. Troviamo un area picnic qualche chilometro dopo Samos
e ci fermiamo, Inizia a far freddo e i tortellini ai funghi in scatola
sarebbero più salutari se riscaldati.
Ven.
12 agosto, ore 7:00, due chilometri dopo Samos
Che freddo! I tortellini in scatola Hero sono una bomba! Forse
perché decisamente stanco e affamato ma erano veramente buoni
anche se freddi. Ho dormito sull'erba umida, talvolta sentivo strisciare
qualcosa sul sacco a pelo, forse immaginazione, forse serpenti
lo spettacolo offerto dalle Pleiadi è stato fantastico come
sempre, ho avvistato circa una trentina di stelle cadenti, ho espresso
sempre lo stesso desiderio.
Ven.
12 agosto, ore 21, Portomarin
Oggi camminiamo in mezzo alla nebbia, dopo una dozzina di chilometri
arriviamo a Sarria, base di partenza per la maggior parte dei pellegrini
diretti a Santiago, dato che dista solo 111 chilometri dal raggiungimento
della Compostela. Ridicolo. Per certa gente fare il Cammino è
come andare a fare la spesa, peggio ancora se sei un credente cristiano
e cammini per 111 chilometri per ricevere la redenzione dei peccati.
Sinceramente non credo che se esiste un Dio, questo condoni i peccati
dei suoi fedeli solo grazie ad una mazzetta di quattro giorni di
cammino. Queste cose le fanno solo i capi di governo con i loro
amici. All'ufficio informazioni per il pellegrino di Sarria non
sanno dove si trovi Saint Jean Pied De Port, è veramente
fenomenale! Poi è palese che i galleghi odiano i pellegrini,
o meglio i "turisti" che credono di essere pellegrini.
E' comprensibile, ogni volta che ci fermiamo per fare una piccola
sosta di dieci minuti veniamo superati da almeno trenta persone,
basta fare quattro calcoli per capire che in Galizia in questo periodo
il Cammino somiglia più ad una processione. Dopo Sarria la
nebbia lascia il posto ad un sole cocente. Ci fermiamo a mangiare
in una locanda dove una simpatica vecchina ci prepara fagioli verdi
con uova, l'unica pietanza di cui dispone in quel momento. Nel tardo
pomeriggio arriviamo a Portomarin, città turistica molto
affollata, oggi abbiam camminato per trentacinque chilometri. Troviamo
due letti nel dormitorio comunale per pellegrini, un posto orribilmente
sporco. Vado in farmacia a comprare i tappi per le orecchie, nel
letto accanto al mio c'è un tizio che russa come un Boeing
747.
Sab.
13 agosto, ore 18:30, Casanova
Oggi è un'ottima giornata per camminare a parte la solita
tendinite e le centinaia di turisti che mi circondano. A pranzo
mi fermo in una locanda per un panino, la locandiera mi accoglie
benevolmente. Non si comporta allo stesso modo con tutti gli avventori,
mi racconta che è difficile vivere lungo il cammino in Galizia.
Troppa la gente che compie il cammino come un turista, lei li riconosce
subito i veri pellegrini, dai vestiti, dallo zaino, dagli occhi.
E' stato un incontro estremamente piacevole come il bocadillo col
lomo curado che ho mangiato. Ritrovo Martina a pochi chilometri
da Casanova e riusciamo a prendere gli ultimi due letti di un piccolo
rifugio per venti persone, per fortuna molta gente si è fermata
alla città precedente, Palas do Rey, a Casanova ci son giusto
mezza dozzina di casette e nessun negozio, tanto che una vecchina
si offre di venderci qualche chorizo e del pane fatto in casa.
Dom.
14 agosto, ore 20:00, Arzua
Incredibile, oggi camminiamo solo per ventiquattro chilometri,
non mi sento per niente stanco! Lasciamo il dipartimento di Lugo
per entrare in quello di La Coruña. Sulla Strada incontriamo
un gruppo di ragazzi italiani, forse boyscout. Comunque sono il
solito gruppo di italiani cazzoni che sanno solamente fare casino.
Poi gli italiani si lamentano perché tutto il mondo li (ci)
vede come casinisti, pizza e mandolino, è la pura semplice
verità purtroppo! E' in momenti come questi, quando tutta
la gente attorno addita questi imbecilli definendoli "italiani"
come se fosse un terribile aggettivo che provo rabbia e vergogna
nello stesso tempo. Martina prova un pò di compassione nei
miei confronti, ormai mi conosce e capisce il mio dramma esistenziale.
Lun. 15 agosto, ore 21:00, Monte de Gozo
Oggi
c'è un caldo asfissiante, e il cammino è veramente
duro, sicuramente la tappa che mi costa più fatica dopo quella
pirenaica di partenza. Da qui si vede Santiago, mancano solo cinque
chilometri alla prima delle mie mete, mi sembra incredibile. Cioè,
domani arriverò a Santiago, ho quasi finito il Cammino che
ho iniziato un mese fa! Il "rifugio" sembra un campo di
concentramento, o come ha detto Martina, una città dei bottoni
americana, dove tutto sembra preciso e perfetto
o terribile!
Mar. 16 agosto, ore 23:00, Santiago de Compostela
Solo
cinque chilometri dal mio primo obiettivo, il meno importante dei
due, ma pur sempre importante. Arriviamo in città molto presto,
oggi è San Rocco, festa nazionale, turisti ovunque. Mi avevan
detto che l'arrivo a Santiago sarebbe stato di forte impatto, che
tanta gente piange alla vista della cattedrale, che alla fine a
nessuno interessa più proseguire fino Finisterra. Per tanta
gente è stato così ma personalmente l'arrivo a Santiago
non ha suscitato in me tutte queste emozioni, forse perché
il mio obiettivo principale è sempre stato Finisterra.
Facciam
la coda per prendere la Compostela, l'impiegata scruta tutti i bolli
che ho raccolto lungo la Via e alla fine mi consegna il documento.
Ormai io e Martina non ci sopportiamo più, la Galizia ci
ha un pò stressati, troppa gente, troppo caos. Decidiamo
di proseguire da soli i prossimi giorni. Con immenso piacere però
a Santiago ritrovo i vecchi amici! Marianne e Carol, Tadashi e Iro,
Simone, Elisabeth, José e soprattutto Liam, il mio vecchio
ubriacone irlandese! Abbiam passato ovviamente tutta la sera a bere
e a raccontarci storie del cammino. Tutti parlano di casa, si torna
a casa. Mi rendo conto che non esiste sulla faccia della terra un
posto che io possa chiamare casa, mi rendo conto che la grande avventura
sta finendo. Finirà sicuramente per tanta gente che tornerà
a casa a riprendere la propria vita fatta di routines, non per altri
che han ricevuto qualcosa dal Cammino, o per quelli che come me
credono nell'avventura, nell'utopia, nella cavalleria e nel romanticismo.
Dopo il bicchiere dell'addio, un lungo abbraccio e qualche lacrima.
Sto facendo troppe citazioni. Santiago è sicuramente una
città stupenda, da viverla a fondo, mi spiace fermarmi solo
un giorno ma mi suscita troppa malinconia per restare.
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